C’è un racconto che le donne si tramandano da sempre, in tutte le lingue del mondo, anche quando nessuno lo scrive. Clarissa Pinkola Estés lo chiamerebbe il sapere della Donna che Sa, quella creatura antica che vive nelle ossa di ognuna di noi e che si sveglia, puntuale, nel momento esatto in cui due linee colorate compaiono su un test.

Da quell’istante una donna smette di essere soltanto se stessa, diventa soglia, diventa porta, diventa il luogo in cui un’altra vita decide di prendere forma. Ed è curioso, perché proprio mentre il corpo compie il gesto più naturale e più antico che esista, la mente si riempie di domande nuove, di paure mai provate, di una tenerezza che fa quasi male.

Quella tenerezza ha un nome che la psicologia conosce bene, e i profumi della terra, gli oli essenziali in gravidanza, possono diventare piccoli alleati per attraversarla con più dolcezza. Per molte donne questo viaggio comincia ancora prima, nel tempo dell’attesa di un figlio desiderato, di cui ho parlato nell’articolo dedicato a fertilità e oli essenziali.

In questo viaggio di nove mesi il corpo cambia ogni settimana, gli ormoni danzano, le emozioni si alternano come stagioni veloci. Gli oli essenziali, usati con prudenza e con la guida giusta, sanno parlare a questo corpo che si trasforma e a questa anima che si prepara. Non sostituiscono nulla di ciò che il medico e l’ostetrica raccomandano, lo voglio dire subito e con chiarezza, ma accompagnano, sostengono, addolciscono.


Si possono usare gli oli essenziali in gravidanza?

Sì, alcuni oli essenziali si possono usare in gravidanza, scelti con attenzione e nei modi corretti. La gravidanza è una fase delicata, e non tutti gli oli sono adatti, alcuni vanno evitati soprattutto nei primi mesi. Per questo la regola d’oro è la prudenza, la diluizione, e il confronto con una persona esperta prima di iniziare qualsiasi cosa.

Pensare agli oli essenziali in gravidanza significa innanzitutto cambiare prospettiva. Non cerchiamo l’olio che fa di più, cerchiamo quello che fa con delicatezza. La pelle di una donna in attesa è più reattiva, l’olfatto si fa improvvisamente acutissimo, le molecole circolano in un corpo che sta già lavorando a un compito immenso. Tutto va calibrato verso il basso, verso la leggerezza.

Gli oli essenziali sono, in fondo, l’anima volatile delle piante, la loro linfa più sottile, ciò che la pianta produce per proteggersi, rigenerarsi, comunicare. Quando li respiriamo, queste molecole raggiungono il sistema limbico, la parte più antica del cervello, quella che custodisce emozioni e memorie. Non è poesia, è neurofisiologia.

Uno studio fondamentale pubblicato su PNAS da Lauri Nummenmaa e colleghi ha mostrato come le emozioni abbiano una mappa corporea precisa e condivisa, e come stimoli sensoriali sappiano attivarla. Un profumo, in gravidanza, può davvero spostare uno stato d’animo, riportare calma dove c’era agitazione.


Quali oli essenziali sono sicuri in gravidanza?

Gli oli essenziali considerati piu sicuri in gravidanza, quando usati diluiti e con la guida di un esperto, sono pochi e ben conosciuti: Incenso, Lavanda, Geranio, Limone e Vetiver. Sono oli dal carattere gentile, privi di azione brusca sull’utero, capaci di sostenere l’equilibrio emotivo e il benessere quotidiano della mamma in attesa.

Ti presento questi cinque compagni di viaggio per quello che sanno offrire, ricordandoti che parlo sempre e soltanto di oli essenziali puri certificati CPTG, e lasciando a un confronto personale con me ogni indicazione su come e quanto usarli, perché in gravidanza più che mai ogni dettaglio conta e va cucito addosso a te.

Incenso. Lo chiamano il re degli oli, e in gravidanza è davvero il più prezioso. Olio dal profumo profondo, resinoso, antico, sostiene la serenità e accompagna quella transizione interiore verso la maternità che Carl Gustav Jung descriveva come una vera iniziazione, un passaggio in cui la psiche si riorganizza attorno a un nuovo centro. L’Incenso è radicamento, è il respiro che si fa più lento, è la sensazione di avere terra sotto i piedi mentre tutto dentro si muove.

Lavanda. L’olio della calma per eccellenza, dalle note proprietà rilassanti. È l’abbraccio olfattivo che concilia il riposo, che ammorbidisce le sere agitate, che accompagna il sonno quando la pancia cresce e trovare posizione diventa un’impresa. La sua dolcezza floreale è tra le più amate e tra le più gentili che esistano.

Geranio. Floreale, rotondo, femminile fino al midollo. Il Geranio è l’olio che parla agli equilibri della donna, che accompagna i cambiamenti d’umore con grazia, che sa di pelle curata e di benessere. In gravidanza la sua presenza delicata sostiene quel sentirsi a casa nel proprio corpo che a volte, nei mesi dell’attesa, sembra sfuggire.

Limone. Fresco, solare, immediato. Il Limone è l’olio che risveglia, che rischiara le giornate appesantite, e il suo profumo agrumato è da sempre amico delle mattine difficili del primo trimestre, quando lo stomaco fa i capricci e basta poco per sentirsi meglio. Una nota di luce in una boccetta.

Vetiver. L’olio della profondità, terroso, denso, quasi ipnotico. Il Vetiver è radici, è quiete, è la calma che scende fino in fondo. Quando la mente corre veloce verso il futuro, verso il parto, verso il dopo, il Vetiver invita a tornare nel presente, a respirare il qui e ora di un corpo che sta facendo, lui sì, esattamente ciò che deve.

Una nota importante, da donna a donna. Molti oli che si trovano nelle guide per il travaglio o per il post parto, penso ad esempio alla Salvia sclarea che incoraggia le contrazioni, non vanno usati nei mesi della gravidanza ma soltanto a termine e sotto controllo. È esattamente per questo che gli oli essenziali in gravidanza non si improvvisano leggendo un elenco, ma si scelgono insieme, fase per fase.


Attenzione, non tutti gli oli essenziali sono uguali

Qui devo essere assolutamente chiara, perché in gravidanza questo punto non è un dettaglio, è la cosa più importante di tutte. Gli oli essenziali che indico in questo articolo hanno senso, e sono sicuri, solo se sono oli essenziali puri certificati CPTG, Certified Pure Tested Grade. Non sto parlando degli oli che si trovano sugli scaffali del supermercato o nei negozi di profumi, e non sto parlando di prodotti generici venduti come naturali.

La ragione è semplice e seria. Il mercato degli oli essenziali non ha regole rigide di purezza, e moltissimi prodotti in commercio sono adulterati, allungati con solventi, profumi sintetici o sostanze di riempimento che la pelle e il corpo non riconoscono. Su una donna qualsiasi un olio così è già poco raccomandabile. Su una donna in gravidanza, il cui corpo sta nutrendo un’altra vita e la cui pelle è più reattiva, diventa qualcosa da evitare con decisione.

Quando parlo di Incenso, di Lavanda, di Geranio, parlo di oli puri al cento per cento, testati lotto per lotto, ottenuti da piante coltivate nel loro habitat naturale e analizzati da chi sa cosa cerca. Solo questa purezza certificata rende un olio davvero compatibile con la delicatezza dei nove mesi. Lo stesso nome, Lavanda, su due boccette diverse può voler dire due cose lontanissime: in un caso un dono della terra, nell’altro un cosmetico industriale travestito. In gravidanza, questa differenza puoi anche non vederla, ma il tuo corpo la sente.

Per questo, quando ti presento i cinque oli che seguono, leggi sempre, dietro ogni nome, la parola che conta davvero: puri, certificati CPTG. È la condizione che trasforma un profumo in un alleato sicuro.


Come usare gli oli essenziali in gravidanza con dolcezza

Il modo più gentile e immediato di vivere gli oli essenziali in gravidanza è l’aromaterapia, cioè il respiro. È un gesto semplice e potente: una goccia tra le mani, le mani strofinate piano per liberare le molecole, poi le mani a coppa davanti al viso e tre respiri profondi. In pochi secondi il profumo raggiunge il cervello emotivo e il corpo risponde.

Accanto al respiro c’è l’uso sulla pelle, che in gravidanza va sempre fatto con grande diluizione, perché la pelle è più sensibile e merita rispetto. Le proporzioni e i punti di applicazione sono cose che preferisco indicarti di persona, perché cambiano da donna a donna e da fase a fase, e in gravidanza la precisione non è un dettaglio ma una forma di cura.

Quello che conta è il principio: in attesa si va sempre verso il meno, verso il delicato, verso il diluito. Mai oli puri sulla pelle, mai fai da te azzardati, mai seguire ricette pensate per altri momenti della vita di una donna.


L’integrazione, il terreno su cui tutto cresce

Un corpo ben nutrito accompagna meglio una gravidanza, questo lo sanno bene le nonne e lo conferma la scienza. In questi mesi il fabbisogno di nutrienti cresce, perché non stai più nutrendo solo te stessa.

Per questo accanto agli oli essenziali consiglio sempre un’integrazione di qualità, con due alleati in particolare. Il VMG+, un complesso di nutrienti integrali ad alta biodisponibilità che fornisce vitamine del gruppo B, acido folico, vitamina D e minerali, esattamente ciò di cui un corpo in attesa ha più bisogno. E l’EO Mega+, ricco di acidi grassi omega 3, fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino che cresce. La ricerca sull’epigenetica comportamentale, penso al lavoro di Michael Meaney sull’ambiente che modella l’espressione dei geni fin dalla vita prenatale, ci ricorda quanto ciò che accade in questi mesi lasci un’impronta profonda. Nutrirsi bene, in gravidanza, è già prendersi cura di chi nascerà.


Il corpo che sa, la mente che impara

C’è un aspetto degli oli essenziali in gravidanza di cui si parla troppo poco, ed è quello emotivo. I nove mesi non sono solo un fatto fisico, sono un attraversamento psichico enorme. Si diventa madre molto prima di partorire, si diventa madre nella mente, nei sogni, nelle paure notturne, in quella mescolanza di gioia e terrore che ogni donna in attesa conosce e che pochi hanno il coraggio di raccontare.

Jung parlava di individuazione, quel processo per cui diventiamo pienamente noi stessi integrando anche le parti che facevamo fatica a guardare. La gravidanza è una delle più potenti soglie di individuazione che esistano, perché obbliga a fare i conti con la propria storia, con la propria madre, con l’idea stessa di accudimento. Questa danza emotiva legata agli ormoni accompagna la donna in ogni stagione, dalla gravidanza fino agli sbalzi di umore in premenopausa, ed è sempre lo stesso corpo sapiente che chiede di essere ascoltato. Gli oli essenziali, in questo, non risolvono nulla, sarebbe ingenuo dirlo, ma offrono un appiglio sensoriale, un piccolo rito quotidiano di calma in mezzo alla tempesta dolce dei nove mesi. Un profumo che diventa ancora, presenza, gesto d’amore verso se stesse.


Una storia, perché i numeri non bastano mai

Ricordo una mamma che mi scrisse al settimo mese, dicendomi che non riusciva più a dormire. Non per la pancia, mi spiegò, ma per i pensieri, quelli che arrivano puntuali alle tre di notte e ti chiedono se sarai capace, se sarai abbastanza. Le proposi un gesto minuscolo, una goccia di Lavanda e una di Vetiver respirate dalle mani prima di chiudere gli occhi, un piccolo rito da fare ogni sera alla stessa ora. Non le promisi miracoli, perché non ne faccio. Le promisi un appuntamento con se stessa, una soglia da attraversare ogni notte con un profumo a farle compagnia. Mi scrisse dopo due settimane, e mi disse che non sapeva se fosse l’olio o il gesto o tutte e due le cose insieme, ma che aveva ricominciato a dormire. Io credo, e glielo dissi, che fosse soprattutto il fatto di essersi concessa cinque minuti di tenerezza in una giornata fatta di attese. Gli oli, spesso, sono il pretesto gentile per ricordarci che esistiamo anche noi, dentro l’attesa.


Domande frequenti sugli oli essenziali in gravidanza

Quali oli essenziali si possono usare in gravidanza? In gravidanza si possono usare alcuni oli essenziali dal carattere gentile, come Incenso, Lavanda, Geranio, Limone e Vetiver, sempre molto diluiti e dopo aver chiesto consiglio a una persona esperta. Molti altri oli, soprattutto quelli con azione stimolante, vanno invece evitati specialmente nei primi mesi.

Gli oli essenziali in gravidanza sono pericolosi? Non sono pericolosi se scelti con attenzione e usati nei modi corretti, cioè diluiti, nelle fasi adatte e solo se si tratta di oli essenziali puri certificati CPTG. Il rischio nasce dal fai da te, dall’uso di oli adulterati o di bassa qualità, e dall’applicazione di oli puri sulla pelle. Per questo la qualità certificata e la guida di un esperto fanno tutta la differenza.

Posso usare gli oli essenziali nel primo trimestre? Il primo trimestre è la fase più delicata, e in questo periodo la prudenza deve essere massima. Alcuni oli molto gentili possono essere respirati per sostenere l’umore o alleviare la nausea, ma ogni scelta va fatta con cura e mai in autonomia. Un confronto personale è il modo più sicuro per non sbagliare.


Camminiamo insieme questi nove mesi

La gravidanza è un viaggio che nessuna guida può scrivere al posto tuo, perché il tuo corpo e la tua storia sono unici. Gli oli essenziali in gravidanza possono essere piccoli compagni di strada, profumi che addolciscono, gesti che riportano calma. Ma vanno scelti per te, sulla tua fase, sul tuo sentire.

Sono Stefania, fondatrice di ESSENZADONNA, e accompagno le donne a ritrovare il proprio equilibrio attraverso gli oli essenziali puri certificati CPTG, Certified Pure Tested Grade. Se aspetti un bambino e vuoi capire quali oli possono accompagnarti con dolcezza e sicurezza in questi mesi, scrivimi. Insieme costruiremo il tuo piccolo rituale di benessere, cucito su di te e su questo tempo prezioso.

Ti aspetto qui, su WhatsApp al 339 687 4626, per una consulenza gratuita di quindici minuti.

Perché ogni donna, in attesa, merita di sentirsi accompagnata.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cookie Policy